Nel mese di Febbraio 2007, vista l’imminente riapertura della chiesa ai fedeli, si è dovuto affrontare un progetto di adeguamento liturgico che prevedesse la collocazione di una nuova mensa eucaristica, dell’ambone e della fonte battesimale. Per tale compito sono stato incaricato considerando che oltre ad essere un professionista vivo a diretto contatto con la dimensione ecclesiale, essendo stato a Gela responsabile scout prima ed educatore di un gruppo giovanile ancora oggi.
l'intervento riguarda:
L'altare che ha forma tronco piramidale rovesciata, ed ha dimensioni in centimetri 90x146x90 di altezza. Esso si colloca, sul gradino del bema, in una posizione più ravvicinata verso l’assemblea rispetto al vecchio altare preconciliare rimasto in fondo al bema. Il linguaggio utilizzato suggerisce una semplicità di forma che è al tempo stesso densa di rimandi simbolici. Sono partito da due figure semplici quanto potenti: il quadrato ed il triangolo. L’una mi suggeriva l’idea di mensa, l’altra la dimensione divina, una e trina. L’insieme ha dato vita ad una piramide che ho voluto rovesciata come se fosse caduta dal cielo sulla terra. La realtà divina che si innesta su quella terrena, è quello che succede ogni volta che su questo luogo si celebra l’eucaristia. E poi il volume del blocco monolitico è puro e mostra tutta la sua espressività senza trucchi o decorazioni superflue, con la massima essenzialità della pietra naturale.
L'ambone che richiama la tomba vuota del Cristo Risorto sulla quale pietra l'angelo annuncia la parola. é un elemento architttonico importante dello spazio liturgico. funge da cerniera spaziale tra il presbiterio e l'assemblea. infatti lo si è collocato a cavallo dei due spazi, per due terzi poggiato sul gradino delbema e per un terzo a sbalzo verso la navata. La fonte battesimale composta da una colonna ottagonale, rastremata verso il basso, poggiata su un basamento a spirale poligonale. la colonna accoglie l'acqua del battesimo ed è roccia dalla quale essa sgorga. il numero dei lati della colonna ricorda l'ottavo giorno, al di là dei sette. la spirale parte dalla colonna per estendersi all'infinito. L’intervento in questione si colloca con un linguaggio moderno ed attuale dentro un contesto storicizzato, quale quello della chiesa del Carmine, cercando di stabilire un dialogo sereno, senza forzature, ma senza rinunciare ad un proprio carattere. Pensoche non possiamo rinunciare ad interpretare l’arte e l’architettura dei nostri giorni, pena l’annullamento di una propria identità storica e culturale a favore di un mimetismo ignavo, fatto di
imitazioni del passato. Spesso ci si nasconde dietro il rispetto della storia ignorando che non lasciando nulla di significativo del nostro presente la si tradisce nel peggiore dei modi. La storia è stratificazioni ed evoluzioni. Durante la progettazione di questi arredi liturgici ho avuto modo di confrontarmi e di fare tesoro delle opinioni di padre Giuseppe Paci e don Filippo Salamone, dell’ufficio BB.CC.EE., di padre Nino Rivoli, dell’ufficio Liturgico, nonché del parroco Bentivegna e ciò a permesso un metodo di lavoro partecipativo che si è rivelato proficuo ed efficace.

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